Il presidente dell’Assemblea Nacional Catalana, Elisenda Paluzie, ha chiamato dall’Aia a prepararsi a superare il prossimo confronto democratico e a conquistare definitivamente l’indipendenza

L’Assemblea Nacional Catalana (ANC) ha organizzato nel centro dell’Aia un simposio sul diritto all’autodeterminazione. Al simposio hanno partecipato relatori di fama come l’ex relatore speciale delle Nazioni Unite Alfred-Maurice de Zayas, l’avvocato e difensore dei diritti umani Ben Emmerson; Fernando Burgés, rappresentante dell’UNPO, e il presidente dell’ANC, Elisenda Paluzie. L’evento è stato moderato dal professore dell’Istituto di studi sociali Jeff Handmaker.

Alfred de Zayas ha spiegato cos’è il diritto all’autodeterminazione, come viene definito e in quali casi viene applicato. Zayas ha ricordato che molti conflitti sono legati alla negazione violenta del diritto di autodeterminazione e l’applicazione di questa legge può essere un contributo efficace per rafforzare ed estendere i diritti umani, la pace e la stabilità per vie democratiche. Infine, Zayas ha spiegato come istituzioni internazionali come l’ONU debbano assumere un maggiore impegno nel difendere il diritto all’autodeterminazione come strumento per raggiungere un ordine democratico e giusto per tutti i cittadini.

Fernando Burgés ha spiegato come il diritto all’autodeterminazione possa essere articolato in contesti democratici senza supporre una rottura politica o una situazione di instabilità. A questo proposito, ha ricordato come il Cantone svizzero del Giura ha esercitato il diritto all’autodeterminazione unilateralmente rispetto al Cantone di Berna, nel quadro della Confederazione Svizzera, o come la Scozia o la Catalogna debbano esercitare l’autodeterminazione all’interno del contesto dell’Unione europea attraverso un’espansione interna dell’Unione.

Di seguito, Ben Emmerson ha spiegato come lo Stato spagnolo abbia sistematicamente violato la legalità statale e internazionale per impedire l’esercizio del diritto all’autodeterminazione in Catalogna. Violazioni che hanno portato a situazioni di violenza fisica da parte dello stato come l’1 Ottobre 2017, negazione dei più elementari diritti politici e situazioni di esilio, prigionieri politici e rappresaglie.

Infine, Elisenda Paluzie ha spiegato come lo Stato spagnolo abbia sistematicamente bloccato qualsiasi tentativa politica di esercitare il diritto all’autodeterminazione o di negoziare cambiamenti significativi dei diritti autonomici della Catalogna. Una situazione di blocco politico causata dalle più alte autorità dello Stato che ha portato a un conflitto politico e alla richiesta di autodeterminazione come unica alternativa valida per la società catalana per poter decidere in modo significativo il suo sistema politico.

Paluzie dopo una revisione cronologica dei fatti e di mettere in evidenza che il referendum del 1 di ottobre di 2017 ha ottenuto partecipazioni piú elevate che altre votazioni europee – come il referendum di voto europeo sulla costituzione europea in Spagna o il Brexit della Gran Bretagna – ha ribadito che il Parlamento ha una maggioranza pro indipendenza, un governo che anche lo è, e una cittadinanza mobilitata; strumenti che, quando arrivi il momento, devono servire per raggiungere l’indipendenza.

Sebbene non abbia chiuso le porte a un negoziato per un referendum per raggiungere l’indipendenza, ha voluto essere realista e ha affermato che è improbabile che ciò accada, quindi ha scelto di fare strada, citando il precedente del Kosovo per illustrarlo, che prevede che una dichiarazione di indipendenza non viola il diritto internazionale.

Il dibattito ha avuto luogo presso il Buitenhof, nel centro de L’Aia, la capitale politica dei Paesi Bassi, una città di alta attività diplomatica e sede di varie organizzazioni e tribunali internazionali, così come di ONG e di istituzioni accademiche internazionali.